Adelmanno (Liegi B, fine sec. X-Brescia, 1061). Sappiamo che la gloria della Cattedrale e della sede episcopale di Chartres - nel sec. XI - è legata al profondo spirito ed alle varie attività del grande vescovo Fulberto (1007-1028). Una delle sue attività più sentite fu quella che ebbe per oggetto il canto sacro e che si manifestò nella creazione di una rinomata scuola di cantori ecclesiastici, da lui stesso guidati. Un suo fervente discepolo fu Adelmanno, scholasticus nel 1031 nella scuola capitolare di Liegi. Vescovo a Brescia dal 1057 combattè contro il clero indegno e simoniaco e si prodigò con particolare ardore per l'insegnamento e la diffusione in diocesi del canto gregoriano (v. un suo Planctus in 'Quadrivium', 1 (1956), p. 20). Scrisse una lettera a Berengario di Tours, già suo compagno di studi, esponendogli la dottrina cattolica sull'eucaristia per indurlo a ricredersi dei suoi errori, un'epistola metrica in due redazioni in memoria di Fulberto (conservata a Londra al British Museum), e gli Alphabetici de viris illustribus (v. V. Peroni, Biblioteca Bresciana, t. 1,Bologna, Forni, 1968, p. 11). E' sepolto a Brescia nella chiesa dei SS. Faustino e Giovita.

Fonti: B.; Enc. Bs.; Nicolangelo D'Acunto, La solitudine di Adelmanno, ‘scholastiscus’ di Liegi e vescovo di Brescia (secolo XI), BS, XII (2009), 179-186

 

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