Aiguino Illuminato - ‘frater Illuminato bresciano’ (Orzinuovi, 1520-?, post 1581 [altre fonti: 1562-1581]). Frate francescano, teorico. Nella Historia Orceana di Domenico Codagli (p. 208), descritti gli uomini illustri nelle leggi, nella medicina, nella filosofia e nella letteratura, nomina anche «quelli che nelle consonanze non puoco fur famosi come un Illuminato Aiguino dell'ordine dei Minori, che compose l' Illuminata, et un Francesco Gaffuro dell'ordine dei Predicatori». Se Ottavio Rossi ed il Cozzando non fanno alcun cenno ne dell'Aiguino nè degli altri musicisti ricordati dal P. Codagli, fa meraviglia poi di non trovare nessuno di questi nomi nel «Saggio di Storia Letteraria della Fortezza degli Orzinuovi» di G. Battista Corniani, come pure in altri scrittori di cose bresciane. Dalla polizza d'Estimo del 1560 di Bernardino Aiguino rinvenuta da Giovanni Bignami siamo certi delle origini degli Aiguino: «Zorzi Nuovi Polizza di Bernardino fil q.d. Hieronjmo Aiguino»; ed in altra di «Hieronjmo et Pietro fratelli del q.d. messer Zoan Aiguino cittadini». Inoltre nella prima delle sue opere stampate si dice 'Aiguino de Bressa', e nella seconda si dice 'Bresciano'. Il NG lo fa nato a Brescia, forse per il fatto che nella sua prima opera è scritto Illuminato Aiguino da Bressa (nel dizionario è anche nominato Frater Illuminato Bresciano). E' però strano che nel 'Dizionario Musicale' Ricordi (pag. 16) lo si dica di Brescia (ripreso dal NG ?), come nell' 'Enciclopedia della Musica' Ricordi' (vol. 1, pag. 31) e nell' 'Enciclopedia della musica' Rizzoli (anno 1972, vol. 1 pag. 36) lo si faccia nativo di Orzivecchi. Dalle stesse polizze d'estimo si è potuto ricavare che il nostro musicista nacque verso il 1520, il che fa onore al Fetis, avendo egli attribuito a quell'anno più o meno la sua nascita. L'Aiguino era nel convento di Venezia, quando Aaron, scrittore teorico di musica, era professore di canto e di composizione, per cui apprese da lui l'arte della musica ('mio honorato & irrefregabile Maestro'), che poi coltivò con amore, tanto che diede alle stampe le sue due opere 'ad uso dei monasteri'. Nella prima La Illuminata espone la teoria modale applicata al canto piano (canto fermo) e nella seconda Il Tesoro illuminato amplia l'argomento applicandolo alla polifonia (canto figurato). Le argomentazioni di Aiguino difendono la teoria tradizionale, fondata sul sistema degli otto modi (octoechos), contro quella basata su dodici modi, sostenuta da Glareano. Un suo ritratto in abito francescano si trova in entrambe le sue opere e dove è possibile leggere la seguente iscrizione: F. ILLUMINATO AYGUINO C.A.P.I.T.A.N.I.O. D.M.D.R. Il Fétis (Bibliographie des Musiciens, vol. IV, pag. 396) spiega gli errori commessi da parecchi scrittori per aver dato all'Illuminato il nome di Sisto, quello cioè di un domenicano genovese, e suppone che prima di farsi monaco fosse stato militare, trovando nel suo ritratto l'iscrizione con la qualifica di Capitanio.

Opere:
- La Illuminata di tutti i tuoni di canto fermo, con alcuni bellissimi secreti non d'altri più scritti, composta per il Rev. P. Frate Illuminato Aiguino da Bressa dell'Ordine Seraphico d'Osservanza, Venetia, per Antonio Gardano, 1562 (esempl.: BO MCBM)
- Il Tesoro illuminato di tutti i tuoni di canto figurato, con alcuni bellissimi secreti, non da alcuni più scritti, nuovamente composto dal R. P. Illuminato Aiguino Bresciano., Venetia, presso Giovanni Varisco, 1581 (esempl.: BO MCBM)

Fonti: V.; B.; Enc. Bs.; Enc. Bs. t. X p. 109b ('G. Aiguino'); 6 pp. 105-136 (trattazione delle opere); 11; 17; 12; 44; 64; RISM B VII p. 74; riportato in tutti i dizionari.

 

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