Anelli Angelo q. Alberto (Landi Marco - Liprandi Nicolò) (Desenzano, 1.XI.1761-Pavia, 9.IV.1820). Scrittore e autore di testi per musica. L'origine desenzanese dell'Alberti la possimo ricavare dall'elogio fattogli dal conterraneo Girolamo Bagatta: 'Honori et memoriae Angeli, Alberti fili, Anelli domo Decentiano J.C. Poetae celeberrini'. Iniziati gli studi nel Seminario di Verona, l'Anelli ritornò a Desenzano e, non ancora ventenne, venne eletto professore di belle lettere. Nel 1793 si iscrisse all'Università di Padova, e dopo soli due anni, per privilegio di meriti, ottenne la laurea dottorale in ambedue le leggi. Fu anche uomo politico, attivo durante la Repubblica Cisalpina, nonché docente di Eloquenza Pratica Legale nelle Regie Scuole Speciali di Milano, cattedra che si aggiudicò attraverso un concorso a cui prese parte anche Ugo Foscolo, che da allora fece di Anelli uno dei suoi bersagli polemici favoriti. La caduta dell'Impero napoleonico, nel 1817 portò alla soppressione della cattedra e l'Anelli si trasferì presso l'Università di Pavia, dove diventò supplente della cattedra di procedura penale e notarile. Iniziò per lui un periodo di difficoltà economiche, che si protrasse fino alla morte, avvenuta nel 1820. Stendhal fu un suo ammiratore ed ebbe per lui parole di elogio in Rome, Naples et Florence. Dopo avere ricordato che 'di solito le sue pièces hanno solo due rappresentazioni perché alla seconda la polizia le vieta', egli afferma che nel suo stile 'si ravvisano dei tratti di Dancourt, di Gozzi e di Shakespeare'. La qualità più apprezzata dallo scrittore transalpino era la sua capacità di fare satira in modo intelligente, perfettamente comprensibile in un dato contesto ma abilmente dissimulata ai profani. In tal modo si spiegava, secondo lui, il fatto che sotto Napoleone fosse riuscito a far rappresentare L'Italiana in Algeri, in cui la carica di Pappataci, caratterizzata dal 'mangiar bene e ben dormir' adombrava in realtà una severa critica al Senato d'Italia. A Desenzano, per due mesi presiedette come commissario la giunta amministrativa del Dipartimento del Benaco ricevendo riconoscimenti di stima e di gratitudine da varie comunità del dipartimento. Insegnò al Liceo di Brescia. L'Anelli fu designato in seguito commissario del distretto della Franciacorta. La morte lo coglie mentre sta invano lottando contro la povertà. L'Anelli è qua ricordato solamente come autore di drammi posti in musica dai più grandi musicisti italiani e rappresentati nei teatri di Verona, di Venezia, Bologna e Milano dove le opere rappresentate alla Scala in negli anni 1799-1817 erano quasi tutte di Angelo Anelli. Parecchie opere buffe e trentuno altre composizioni teatrali furono la maggior parte pubblicate senza nome di autore, o sotto pseudonimo, per cui non è sempre facile identificarle. Il tipografo Silvestri di Milano diede alle stampe nel 1818, in quattro parti, la serie cronologica dei drammi per il teatro della Scala di Milano, compilata da Giuseppe Chiapponi, ma nemmeno qui sono registrati tutti quelli dell'Anelli. Oltre all'attività di librettista l'Anelli si cimentò anche come cantante nel teatro di Desenzano nel Carnevale 1790 nei panni di Lindoro nell'opera-pasticcio Il Regno della moda con musiche di vari autori. Continuatore della fama di Metastasio. La musa ispiratrice di Anelli, tuttavia, è ben diversa da quella epico-araldica dell'autore della "Didone abbandonata". In Anelli prevale una grande predisposizione al racconto piacevole, fantasioso, buffonesco, satirico, da cui trapela il carattere di un uomo che, conoscendo bene le passioni, le ingenuità, le tresche, le ipocrisie e le malefatte degli uomini, non le vuole colpire con prediche o con la rappresentazione di cruenti drammi, ma con la sferza gioiosa della comicità, così si può spiegare il successo che ebbero i numerosi libretti. Nei suoi libretti cercheremmo forse invano lo scatto della poesia vera, ma è fuori di dubbio che essi avevano, ed hanno, quella prerogativa che hanno i buoni libretti d'opera, cioè quella di offrire una vivace dinamica scenica, di sollecitare la musica e di far corpo con essa, adeguandosi con naturalezza.

Opere: (per le rappr. cfr. 59 Indici I p. 230):
- La Statua matematica, 1784
- I due supposti conti ossia Lo sposo senza moglie, 1784
- Cinna, 1792
- Egilina, 1793
- L'oro fa tutto, 1793
- La lanterna di Diogene, 1793
- La secchia rapita, 1793
- Griselda o sia La virtù al cimento, 1793
- Oro non compra amore ossia Il barone di Moscabianca, 1794
- L'amor sincero, 1799
- Il podestà di Chioggia, 1801
- Il fuoruscito, 1801
- Minucci Tommaso di Gon - Il marito migliore (Li due gemelli), 1801
- I fuorusciti, 1802
- Le lettere ovvero Il sarto declamatore, 1804
- L'osteria della posta ovvero Il finto sordo, 1805
- I saccenti alla moda, 1806
- L'impostore, 1806
- Né l'un né l'altro, 1807
- Belle ciarle e tristi fatti (Imbroglio contro imbroglio), 1807
- La nemica degli uomini, 1808
- L'Italiana i Algeri, 1808
- Arminia, 1810
- Chi s'e visto, s'e visto, 1810
- I filosofi al cimento, 1810
- Ser Marcantonio, 1810
- Il cicisbeo burlato, 1812
- Le bestie in uomini, 1812
- L'orbo che ci vede ossia Il medico ciabattino, 1812
- Arrighetto, 1813
- L'imbroglio contro l'imbroglio ossia Belle ciarle e tristi fatti, 1813
- Bettina vedova (Il seguito di Ser Marcantonio), 1815
- I begli usi di città, 1815
- La Chiarina, 1816
- Il matrimonio per procura, 1817
- Dalla beffa il disinganno ossia La poetessa, 1817
- Piglia il mondo come viene, 1817
- Il Carnevale di Milano, 1817
- Piglia il mondo come viene, 1825
- Amore ed equivoco, 1827
- La cameriera astuta, ?
BALLI:
- Admeto ed Alceste
CANTATE:
- Napoleone, 16.VIII.1807
- Traiano
- In lode di S. Eminenza Giov. Andrea Archetti creato Cardinale, Verona, Ramanzini, s.d.. (mus. Ferdinando Bertoni)
SCRITTI:
- Argene, novella morale, Venezia 1794
- Le cronache di Pindo, poema in ottave pubblicato a Milano in 8 fascicoli dal 1811 al 1818
-Il trionfo della clemenza, componimento in terza rima, per l'ingresso in Milano dell'imperatore Francesco I d'Austria, Milano 1816


Fonti: V.; B.; Enc. Bs.; 29 III p. 375 ss.; 59; DBI; M. Bizzarini, La collaborazione tra Angelo Anelli e Rossini, in CB, a. II, gennaio 1993; Campostrini Edoardo, Angelo Anelli poeta desenzanese, Comune di Desenzano 1993; Giacomo Manerba, Cronaca di Desenzano (1781-1826) in 'Fonti per la Storia bresciana, III', Brescia, ed. Moretto, p. 375.

 

 

Abbreviazioni