Bonaventura Anterus Maria da Brescia - Bonaventura de Brixia (Brescia, metà sec. XV-Brescia, inizi sec. XVI). Studente a Padova nel 1487 fu frate francescano minore conventuale. Parecchi autori quali: Rodolfo da Tossignano, Fabricio, Possevino, Cozzando, Calzavacca, Mazzuchelli, Peroni, Brunet, lo ricordano nelle loro opere ma nessuno riferisce notizie particolari della sua vita. Che il Bonaventura fosse stato nel convento di S. Francesco in Brescia lo si rileva nell'edizione del Britannico del 27 settembre 1497, ed anche nel manoscritto (1489) esistente nel Conservatorio di Bologna. Il Cozzando scrive che «ebbe buona e squisita cognizione della teoria del canto, detto fermo, e ne scrisse un libro intitolato Regula Musicae Planae, dedicato a Marco Ducco, frate del medesimo Ordine, e stampato in Venezia per Giovanni Tacuino da Trino nel 1525». Il Mazzuchelli ed il Peroni registrano altre due edizioni: «Regula Musicae planae seu Gregorianae Venerab. F. Bonaventurae da Brixia Ord. Min. Venetiis, apud Lacomb de Penzi. 1511 » e quella edita «Venetiis per Geogium de Rusconis Mediolani. 1518.» poi aggiungono quella del Cozzando in data 1523. Il Fétis descrive una serie di edizioni dei libri del Bonaventura, alcuni dei quali rarissimi o sconosciuti, fra questi il Breviloquium Musicale, Venetia 1497, ignoto al Brunet, il quale registra nella sua Storia musicale (vol. I, p. 1094) soltanto: «Bonaventura da Brixia. Regula Musicae Planae seu Breviloquium Musicale accuratissime impressum per Angelum Brixianum (Britanicum) sub die septembris 1500, Brixia» e continua «Traité accompagné de musique notée. Quoi qu'il soit fort rare, il n'a été vendu que 7 fr. mais il serait pluis cher maintenant» indi segue «Regula Musicae (Breviloquium musicale). Venetiis 1523. Annoncé comme fort rare dans le Catalog. de M. de Kouldelka. Berlin, 1859, n. 29». Nella Biblioteca Queriniana di Brescia esiste una edizione che porta il titolo: «Regula Musice Piane: venerabilis Fratris Bonaventure de Brixia ordinis minorum» e nell'ultima pagina: «Explicit Breviloquium, editum a fratre Bonaventura de Brixia, ordinis minorum in conventu nostro Sancti Francisci de brixia. Accuratissime impressum per Angeli Britannicum sub die xxyii Septembris M.CCCC.LXXXXVII». Il Fétis dopo aver annunciata l'edizione del 1497 senza però darci il nome dello stampatore, descrive le altre edizioni a lui note e sono: «Breviloquium musicale. Venezia, 1511 e 1523» (la prima edizione notata dal Mazzuchelli e dal Peroni con il nome dello stampatore: «Venetiis, apud Jacoburn de' Benzi» (Penzi) e l'altra dal Cozzando edita da Tacuino de Trino) «Regula Musicae Planae. Venetia. Jac. de Penci da Lecho». Scrive ancora di possedere un esemplare piccolo, con la data dei 1500, così espressa nell'ultima pagina: «Accuratissime impressum per Magistrum Leonardum PackeI ad impensas Magistri de Legnano sub die X septembris MCCCCC». Questo sarebbe sconosciuto a tutti ed anche al Lipenuis, il quale nella sua Storia musicale (vol. II, p. 975) registra soltanto l'edizione di Venezia del 1501, senza il nome dello stampatore, con il semplice titolo «Regula Musicae Planae». Si ricorda ancora l'edizione del 1523 dei Cozzando, quella del 1545 di La Borde e quelle di Norimberga citate dal Gruber nella «Letteratura della Musica» datate 1580, 1583, 1591. Anche nella «Theorie générale des beaux arts» dello Sulzer, all'articolo Choral è indicata una traduzione italiana con il titolo «Regole della Musica piana o canto fermo. Venezia, 1570». In una delle dediche l'autore dice: «Ho stampato questo piccolo opuscoletto di canto fermo, el quale per la sua brevità ho intitolato Breviloquium musicale», in un'altra termina con la frase «Explicit Breviloquium. musicale idest Regula Musicae planae, stampato in Venetia per Jo. Antonio et Fratelli de Sabio 1533»; scritta in latino e parte in italiano è divisa in 42 capitoli. Infine il «Brevis Collectio Artis Musicae quae dicitur Venturi» opera rimasta manoscritta e registrata a p. 450 nel vol. I della Storia della Musica del padre Martini, e porta la data del 1489. Aggiungiamo una interessante notizia, sempre a proposito della sua opera, che nella Biblioteca musicale del Conservatorio di Bologna vi è il manoscritto «Brevis Collectio Astis Musice» del Bonaventura, che è una più ampia e precedente (1489) relazione del Breviloquium. L'opera stampata nel 1497 è uno dei primi saggi a stampa per canto fermo, vanto non indifferente degli stampatori bresciani che furono fra i primi a stampare musica. "Eccellente e lodato Maestro di Musica", secondo lo Sparacio, fu forse anche compositore, ma allo stato attuale delle ricerche e delle conoscenze dei fondi musicali esistenti in Italia, non sono note sue composizioni. Una tradizione lessicografica, dunque, che dal Fabricius discende al Mattei e al Peroni (i quali non recano tutti, però, i titoli dei suoi libri), fino al Fétis, al Valentini e allo Schmidl, ricordano Bonaventura soprattutto come teorico. Due sono le opere conosciute di Bonaventura: un trattato manoscritto, datato 15 sett. 1489, intitolato Brevis collectio artis Musicae, tam ex determinationibusantiquorum quammodernorum magistrorum... ad divinas laudesdecantandas quae dicitur "venturina" (dal nome dell'autore), registrato nella 'Storia della Musica' di G. B. Martini (I, Bologna 1757, p. 450), ora conservato nella Biblioteca del Conservatorio di Bologna, e la Regula musice plane (ded. al confratello Marco Ducco), pubblicata due volte dall'editore Angelo Britannico di Brescia nel 1497 (27 luglio e 27 settembre) e ristampata durante il sec. XVI anche col titolo Breviloquium musicale valdeoptimum et breviter notatum. Si tratta sostanzialmente di una stessa opera, giacché la Brevis collectiomanoscritta (divisa in ventotto capitoli, a cui doveva seguire uno conclusivo) non è altro che la redazione primitiva, più ampia e forse più importante, della Regulao Breviloquiumstampati in prosieguo di tempo. Il breve trattato della Regula(uno dei primi a stampa sul canto fermo apparsi in lingua italiana, nonostante il titolo latino), è composto di quarantadue capitoli, e più che per il contenuto - peraltro di notevole valore intrinseco - fu ammirato per la chiarezza, per la brevità d'esposizione e per una certa praticità didattica; da ciò le frequenti edizioni e ristampe apparse durante tutto il sec. XVI (quando, tra l'altro, la tradizione trattatistica bresciana era particolarmente viva, a ricordare il domenicano G. Bondioli, ma soprattutto G. Lanfranco), che qui elenchiamo concisamente: 1500, Milano (Leonardo Pachel per conto di Giovanni da Legnano); 1511, Venezia (Iacobo Pencio da Lecco); 1516, Venezia (Giorgio Rusconi milanese); 1522, Venezia (Iacobo Pencio da Lecco); 1523, Venezia (Giovanni Tacuino da Trino); 1524, Venezia (Giov. Francesco e Giov. Antonio Rusconi); 1533, Venezia (fratelli de Sabio); 1550, Venezia (Giov. Andrea Valvassore detto Guadagnino). Il Fétis cita anche un'altra edizione veneziana del 1570 col titolo italiano e tre edizioni di Norimberga datate 1580, 1583 e 1591 (da I. S. Gruber, Beiträge zur Literaturder Musik, Nürnberg 1785). La Regula fu ristampata in facsimile nel 1934 (edita dal Bollettino Bibliografico musicaledi Milano).

Opere:
- Regula musice plane uenerabilis fratris Bonauenture de Brixia ordinis minorum - Breviloquium musicale. Brevis collectio artis musicae (Venturina), Brescia, Angelo Britannico, 27 luglio 1497 (esempl.: Bologna, BO MCBM A57; per le altre edizioni v. RISM B VI/1, p. 162, biografia e 17); ed. moderna Seay Albert, Bonaventura da Brescia, Brevis collectio artis musicae, Ed. by A.S., Colorado Springs 1980 (Critical Texts, 11).

Fonti: V.; B.; Enc. Bs.; 6 pp. 81-104; 11 I p. 180; 12; 17; 44; 45; AA.VV., Musica e devozioni nella chiesa di S. Francesco d’Assisi a Brescia, pp. 74-146; A. Sartori, Documenti per la storia della musica al Santo e nel Veneto, Vicenza, 1977; F.A. Gallo, 'La trattatistica musicale, III’, in 'Storia della cultura veneta dal primo Quattrocento al Concilio di Trento', III (1981), pp. 297-314; U. Chevalier, Répertoire des sources historiques du Moyen Age..., I, Paris 1905, col. 639; S. Mattei, Serie dei maestri di cappella minori conventualidi S. Francesco, in Misc. franc., XXI (1920), p. 149; D. Sparacio, Musicisti minori conventuali, ibid., XXV (1925), p. 23.


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