Gallerano Leandro (Brescia, 1579 ca.-Padova, Basilica del Santo, maggio 1631. Fece parte nella città natale dell'Accademia degli Occulti, con il nome di Involato. Novizio intorno al 1595, fu frate minore francescano conventuale, al cui Ordine deve certamente la propria formazione musicale, forse prendendo lezioni dal confratello A. Mortaro. Organista in S. Francesco di Bergamo nel 1615, anno in cui compose il suo Primo libro delle messe… con litanie della Beata Vergine, il Gallerano ricoprì tale incarico anche a Brescia, nella locale chiesa di S. Francesco, dal 1620 al 1623, scrivendo il Secondo libro delle messe… e altre composizioni; il 17 ott. 1623 divenne maestro nella "Cappella della Veneranda Arca del Glorioso Santo Antonio di Padova", succedendo al padre G. Ghizzolo. Il suo incarico, divenuto stabile solo a partire dal dicembre 1624, quando la cappella riprese la sua attività sospesa nel luglio dello stesso anno, fu riconfermato il 30 marzo 1627, per altri tre anni, con un aumento di paga, elevata a 150 ducati. Il 14 febbraio 1632 gli successe tal padre Andrea, detto il Polacco; si ignora ove il Gallerano abbia svolto successivamente la sua attività. Organista e compositore, il Gallerano si fece apprezzare nei primi decenni del sec. XVII per una produzione che si diversifica, almeno in parte, dalla contemporanea musica sacra: il suo stile compositivo, infatti, sconfina frequentemente nella maniera "concertata", in cui l'impiego di soluzioni polifoniche, articolate e complesse, policorali e vocali-strumentali - con poderosi effetti di "ripieno" - presenta caratteri di originalità, inconsueti negli ambienti ecclesiastici coevi delle città lombarde e venete. In tal senso è emblematica la raccolta Curioso misto di vaghezze musicali, peraltro l'unica del Gallerano di musica non religiosa, in cui trovano massima applicazione le nuove tecniche d'espressione del modulo barocco. Nell'ambito della musica più specificamente da chiesa, la trasformazione funzionale dell'armonia e dei mezzi poetico-stilistici si riscontra soprattutto nei mottetti della raccolta Ecclesiastica armonia; in particolare in due di questi, Nolite me considerare e Sono tubae tympano dell'op. 6, compare l'uso dello strumento "obbligato": nell'uno, per soprano e basso continuo, sono inseriti due violini, nell'altro, oltre a due soprani e a due violini, il basso continuo è affidato, almeno in parte, al trombone - strumento che costituiva all'epoca motivo di novità per il colorito, pastoso e profondo allo stesso tempo. Elemento tradizionale e connotativo delle sue composizioni è, tuttavia, il basso continuo, scritto per l'organo, ed esemplificazione di autentica tessitura "antica" sono tre messe comprese nell'op. 13.

Opere:
- Il Primo Libro delle Messe, Mottetti e Letanie a 5 voci con basso continuo, Venezia, Amadino, 1615
- Il Secondo Libro delle Messe a 4 e 5 voci, op. 3, Venezia, Vincenti, 1620
- Salmi intieri a 5 voci, op. 4, Venezia, Vincenti, 1622
- Salmi intieri a 4 voci, op. 5, Venezia, Magni, 1624
- Ecclesiastica armonia de concerti a 1.2.3.4.5 voci, libro Primo, op. 6, Venezia, Magni, 1624
- Messa e Salmi a 8 voci, op. 10, Venezia, Gardano, 1625
- Rose Musicali de Concerti e Canzoni a 1.2.3 con il basso continuo, Libro Secondo, op. 9, Venezia, Gardano, 1625
- Missae quae ut Harmonicis reddantur numeris a 6 voci, op. 13, Venezia, Vincenti, 1628
- Missarum et Psalmorum verba musicis exprimenda notis a 5 voci, op. 14, Venezia, Vincenti, 1628
- Curioso misto di vaghezze musicali, op. 15, Venezia, 1629
- Messa et Salmi concertati a 3, 5 e 8 voci, op. 16, Venezia, 1629 (rist. Venezia, Vincenti, 1641)
- brani in Antologie: Ghirlanda sacra… di L. Simonetti, Venezia, 1636 (Gaudeamus omnes, per voce sola); Musiche di eccellenti autori italiani e tedeschi non ancora pubblicate di W. Seyffert, Dresda, 1643 (Venite exultemus Deo, a 2 voci e basso continuo; Ad Dominum cum tribularer, a 2 voci e basso continuo); Celestis Parnasus…, op. 1, di G. Aloisi, Venezia, 1644 (In Domino confido, a 2-4 voci).
- v. 17; 51; RISM; ICCU musica.

Fonti: B.; Enc. Bs.; 6 pp. 21-54; 15; 24; 30 XIV p. 645; NG; MGG; Roboaldo Tibaldi, Al glorioso S. Antonio de Padoa. Due mottetti di Leandro Gallerano per la solennità del 13 giugno, Padova, 'Centro Studi Antoniani', a. XXXII serie II, fasc. 2-3 (1992), pp. 209-233; NG (R. Tibaldi); MGG 1 suppl. (A. Gerbelotto); P. Guerrini, Per la storia della musica a Brescia: frammenti e documenti, in 'Note d'Archivio', XI (1934), pp. 1-28; A. Sartori, Documenti per la storia della musica al Santo e nel Veneto, Vicenza, 1977; J. Roche, North Italian Church Music in the Age of Monteverdi, Oxford, 1984; A. Morelli, Il Seicento, Storia della musica al Santo di Padova, Vicenza, S. Durante-P. Petrobelli, 1990, pp. 93-106; G. Tisi, Le messe-parodia a quattro e cinque voci di Leandro Gallerano (diss., Univ. di Pavia, 1996); A. Gloria, Lucrezia degli Obizzi e il suo secolo, Padova, 1853, p. 20; G. Tebaldini, Archivio musicale della Cappella Antoniana in Padova, Padova, 1895, p. 34.

 

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