....BRESCIA E LA MUSICA....

Costruttori di strumenti musicali
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Gabrielli Barsanti Rodolfo (Seravezza, sec. XX). Archettaio. Residente in Brescia da quando, vincitore di concorso per scuole statali mettendo a profitto la laurea in lingue e letterature straniere, si trasferì in questa città. Viaggiando per ragioni di studio e lavoro in parecchi paesi europei, si è sempre interessato ai problemi di liuteria con particolare predilezione alla conoscenza dei legnami che l’hanno portato a specializzazioni liutarie quali la costruzione degli archi. Usa principalmente il pernambuco per la bacchetta ed ebano, madreperla, avorio ed argento per gli accessori. La conoscenza delle lingue l’ha avvantaggiato nello studio e nella ricerca su testi stranieri.  Ha frequentato il laboratorio del Maestro archettaio Germano Santi di Cremona, dal quale ha acquisito l’eleganza delle linee non disdegnando di conferire un tocco personale alle proprie opere. Produzione piuttosto limitata, ma di notevole pregio.

Fonti: Catt.

 

Gallina Giuseppe Giovanni Maria (?, sec. XVIII). Liutaio attivo a Brescia. Il Museo del Royal College of Music di Londra possiede una specie di mandola del sec. XVIII costruita a Brescia da questo sconosciuto costruttore. Il dorso è composto da una specie di mosaico con ogni pezzo, a forma di diamante, in quattro tipi di legno di colore differente e madreperla. Il cavigliere è a forma di riccio da violino terminante con un viso femminile.

Fonti: 79.

 

Garenghi Giuseppe (Brescia, prima metà sec. XIX). Liutaio.

Fonti: Enc. Bs.; Enc. Bs. in ‘liutai’; AA.VV., 2° Rassegna Nazionale di strumenti a pizzico, cit., p. 30.

 

Gargnono-Gargnani Gasparo (Salò, sec. XVI-XVII). Liutaio attivo nel 1615.
Fonti: Enc. Bs.; Enc. Bs. in ‘liutai’ (adozione; sec. XVIII).

Gasparini Antonio detto 'Gaspare' (Brescia, sec. XX). Alla sua attività principale di pittore, affianca occasionalmente quella di scultore, di restauratore di mobili antichi e di strumenti musicali. E’ amante dell’archeologia e del Sahara dove trova nell’immensità del deserto, l’ispirazione per i suoi dipinti. La sua passione per gli strumenti musicali l’ha portato alla realizzazione di una copia del liuto Matteo Railich Brescia 1641 (originale conservato presso i Musei Civici di Brescia) che ha riscosso ampi consensi da parte di specialisti del settore. Vogliamo citare fra gli altri, l’olandese Alan Wilcox, esperto costruttore di copie di strumenti per il Conservatorio di Firenze ed i famosi liutai Bissolotti di Cremona e Scrollavezza di Parma. I legni usati per il liuto grosso sono: il palissandro alternato con i filetti di bosso per il guscio, l’abete di Montreaux per la tavola armonica caratterizzata da un interessante opera di traforo per i rosoni di gusto personale, così come la pergamena interna di capretto, con segreta iscrizione rivolta ai posteri. Altri materiali usati sono il ciliegio, l’avorio e l’osso. In un ovale inserito nel manico compare, incisa nell’osso, la scritta “Gasparis Opus 1974”. Copie di disegni in scala reale del liuto grosso sono presso la Biblioteca del Museo Musicale Bresciano.
Fonti: Catt.

Gelmini Sbordoni Giovanni (Brescia, 22.XI.1804-16.II.1862). Liutaio. Una sua chitarra si trova al Museo degli strumenti del Conservatorio di Milano: Nuova Invenzione del Sig. Maestro Sbordoni Giovanni Gelmini fece l’anno 1853 in Brescia.
Fonti: V.; Enc. Bs. (v. 'Gelmini Giuseppe' e 'Sbordoni Giovanni'); Enc. Bs. in ‘liutai’; 79(‘Brescia, 1800-Brescia, 1864’); AA.VV., 2° Rassegna Nazionale di strumenti a pizzico, cit., p. 30 ('1800-1864'); Giulio Vio, cit., p. 260; Gelmini Giovanni, Chitarra con capotasto scorrente, ponticello mobile e meccanismo per la incordatura, in CAB 1839, p. 208; idem, Piano-forte a imitazione di modello inglese, con modificazioni, in CAB 1842, p. 181.

Giacometti-Giacomelli-Jacomelli Giovan Battista - Giovanni Battista Del Violino (Brescia, 1550/6-Roma, 1610). Violinista, violista, organista alla corte di Firenze dal 1597, suonatore e cantore a Roma nella Cappella Sistina nel 1582 e alla Corte di Mantova, arpista, contrappuntista, costruttore dell’ ‘arpa Estense’ utilizzata dal Concerto delle Dame di Ferrara.
Fonti: B.; Enc. Bs.;Enc. Bs. 'Violino (del) Giovanni Battista'; 7a; F. Dassenno, Musiche e Musici..., cit., p. 130 (non ci sono pervenute sue composizioni); Pietro Canal, Della musica in Mantova, Bologna,Forni, p. 44.

Giambelluca Calogero (Vallelunga Pratameno, sec. XX). Liutaio. Docente di lettere. Inizia la sua opera costruttiva a Rovato, nel bresciano, come autodidatta, trovando in questa provincia le condizioni adatte per rivelare la propria disposizione alla liuteria. Già nel primo anno di attività i suoi strumenti trovano posto nei cremonesi “Incontri di Liuteria” 1981 e recano le caratteristiche dell’accuratezza di esecuzione ed originalità delle forme, congiunte a scaltrito gusto della decorazione, ispirato da precedenti esperienze di ebanisteria. Un nativo senso estetico, nutrito da una formazione classico-umanistica, lo guida nella esplorazione delle forme degli strumenti, quelli già standardizzati dalla tradizione, come nella rivisitazione delle forme e della sonorità di quelli antichi e medievali. La sua produzione - in maggioranza strumenti a corde con una predilezione di quelli a plettro - testimonia la varietà e la versatilità di questo artista eclettico e raffinato, tutto impegnato, a ripercorrere, in via personale, l’esperienza costruttiva dell’intero arco della tradizione occidentale. L’esperienza costruttiva di Giambelluca, specializzata negli strumenti a plettro, si è riflessa nella stesura di un manualetto che per primo va a colmare il vuoto storico-costruttivo esistente nello specifico settore: "La costruzione del Mandolino classico", curato dal Museo Musicale Bresciano. L’eclettismo e la versatilità del personaggio esulano dal campo della liuteria ed investono anche quello professionale della sua attività di insegnante, nel cui ambito si segnalano qui le opere più significative di una sensubilità ed una tenace passione per la lingua: "Come ti faccio ridere", "Guida teorica all’umorismo", un saggio letterario sulle figure retoriche; "Così parlavamo a Vallelunga", dizionario e grammatica della lingua siciliana. Nelle sale del Museo Musicale Bresciano di via Trieste, 34 si può ammirare una sintesi della produzione di questo artista, tutt’altro che monotona, e forte, tra l’altro, di una copia del famoso Cittern di Gasparo da Salò attualmente attivo all’Asmoleum Museum di Oxford.
Fonti: Catt.

Giovanangelo di Brescia (Brescia, fine sec. XV-inizi sec. XVI). Fabbricatore di strumenti musicali fornitore della corte dei Gonzaga a Mantova.
Fonti: V.; Enc. Bs.; 7bp. 66 (Joanangelo da Brescia).

Giovanni da Brescia (Brescia, sec. XVI). Liutaio attivo a Brescia fra il 1500 e il 1540. Una sua lira da braccio si conserva a Londra nella collezione Hill (v. Bibliografia).
Fonti: Enc. Bs. 'liutai'.

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Giovanni Micheli da Montechiaro (Montichiari, sec. XV-XVI). Liutaio. Capostipite della famiglia di liutai Micheli. Padre di Micheli Zanetto, v.
Fonti: 42 p. 127;
Joannes de Monteclarius (Montichiari ?, sec. XVI). Magister a liriibus nel 1529.
Fonti: U. Ravasio, Gasparo da Salò e la liuteria a Brescia, cit., p. 133; 93 p. 25.

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Giovanni Maria bressani q. Antonio Bressani (Brescia, fine sec. XV-I metà sec. XVI). Liutaio attivo a Venezia.
Fonti: 7ap. 12.
Giovanni Maria da Brescia (Brescia, sec. XVI). Liutaio attivo fra il 1500 e il 1540.
Fonti: Enc. Bs.; 7a (Zuan da Bressa).
Juan Maria da Bressa.
Fonti: AA.VV., 2° Rassegna Nazionale di strumenti a pizzico, cit., p. 26.
Joan Maria da Bressa – Giovanni Maria bresciano.
Fonti: F. Dassenno, Per gli occhi e ‘l core, cit., p. 86 (descrizione di una sua lira fatta in Venezia nel 1520-30).

Giovanni Michele da Roma (Roma ? sec. XVI). Costruttore di viole a Brescia nel 1551.
Fonti: Enc. Bs.
Joannetto q. Michaelis da Roma.
Fonti: Enc. Bs.; 10 (1551).

Giuseppe da Salò (Salò ?, sec. XVI). Liutaio attivo nel 1559. Cembalaro.
Fonti: Enc. Bs. in ‘liutai’; 88 p. 195; v. 'L'Organo' a. X, p. 106, a. XVII, p. 218.

Griffini Rodolfo (?; costruttore di strumenti musicali esposizione del 1904.
Fonti: Enc. Bs.;

Groppetti Roberto (Brescia, 8.VI.1952). Chitarrista, liutaio, collezionista. Allievo di Giuseppe Stefanini e Leandro Carlo Bisiach. Ha costruito violini e liuti. quest'ultimi nello stile di Railich e V. Venere; poi anche chitarre rifacendosi sia allo stile italiano che a quello di Torres. Suona sia la chitarra che il liuto, musicista arrangiatore di musica per strumenti a pizzico. Laureato, è docente presso il Dipartimento Ingegneria Industriale dell'Università di Parma in viale delle Scienze.
Fonti: Catt.; 79.

Guadagnini Giuseppe (Brescia ?, sec. XVII). Liutaio. Giorgio Kostlivy, parroco di Schonbach in Boemia, possedeva una viola firmata: Giuseppe Guadagnini fecit Brescia 1697.
Fonti: 30 XIV p. 646.

Guzzi Luigi (Brescia ?, sec. XVI). Liutaio attivo a Brescia. v. etichetta trovata in un vecchio violoncello: Guzzi Luigi S. Savino. Fecit Bresciae / Anno 1540.
Fonti: Enc. Bs.; Enc. Bs. in ‘liutai’; AA.VV., 2° Rassegna Nazionale di strumenti a pizzico, cit., p. 30.